Castellammare di Stabia – C’è un’aria elettrica al “Romeo Menti”, un’atmosfera che vibra di passione e orgoglio.
La Juve Stabia torna a casa, nel suo stadio, dopo giorni difficili, segnati dal decreto che ha disposto l’amministrazione giudiziaria della società per presunti legami con servizi annessi alle manifestazioni sportive vicini a clan locali. Una notizia che avrebbe potuto scuotere chiunque — ma non queste Vespe. La società, con prontezza e fermezza, ha subito preso le distanze in una nota ufficiale, rivendicando la propria limpidezza e la volontà di proseguire il cammino sportivo con trasparenza.
E al fischio d’inizio si è capito subito che la Juve Stabia non intendeva farsi distrarre. La gara inizia contratta, quasi nervosa: Palermo e Juve Stabia si studiano, si temono, si annusano come due pugili esperti che cercano il momento giusto per colpire. Le difese tengono, il centrocampo è una terra di battaglie più che di geometrie. Poi, al 38’ del primo tempo, la scintilla che cambia tutto: il giovane Cacciamani, appena diciottenne, cresciuto nella scuola Torino, inventa una giocata che manda in visibilio il “Menti”. Doppio passo, difensore del Palermo sbilanciato e un destro preciso che bacia la rete: 1-0 Juve Stabia. Il futuro ha il volto di un ragazzo che gioca con la spavalderia di chi sogna in grande.
Nel secondo tempo, la squadra di Abate interpreta la partita con maturità: si compatta, soffre, riparte con intelligenza. Il Palermo, invece, mostra le crepe di un gruppo che fatica a trovare continuità. Terza sconfitta in campionato per gli uomini di Filippo Inzaghi, appannati, confusi, senza idee. Palombo e Ranocchia (quest’ultimo espulso nel recupero per doppia ammonizione) lasciano vuoti difficili da colmare; gli esterni rosanero soffrono la spinta avversaria e in avanti Pohjanpalo è un gigante isolato, senza un pallone realmente giocabile.
La Juve Stabia, dal canto suo, mostra solidità e spirito, ma qualche limite offensivo resta. Mancano vere punte di ruolo: Gabrielloni lotta e fa salire la squadra con generosità, ma a gennaio servirà intervenire sul mercato per dare alternative al reparto avanzato.
Al triplice fischio, è festa gialla: la Juve Stabia vola a 17 punti con una partita in meno, e lo fa nel modo più bello, con il carattere, la voglia e la pulizia del gioco.
Se c’è un migliore in campo, è ancora una volta lui: Abate, l’allenatore delle Vespe, capace di trasformare la tensione in energia e la difficoltà in benzina per la corsa. Le sue Vespe pungono, volano e, soprattutto, fanno sognare una città che ha bisogno di crederci.
Al “Menti” si è accesa una luce: è quella della Juve Stabia, che non si arrende mai







