L’album di Battisti Cosa Succederà alla Ragazza, tra la Maddalena Biblica e la Donna Contemporanea

Per farci una idea della ricchezza espositiva di Lucio Battisti negli ultimi periodi, dell’estro e della creatività che lo hanno contraddistinto sin dagli inizi della carriera, vorrei sommariamente analizzare il suo album del 1992, “Cosa Succederà alla Ragazza”.

Lo scopo uno, trarne il significato mistico, raffinato, ovviamente solo in parte intuibile, in quanto aspetto straordinario del periodo bianco è proprio la pluralità di significati convergenti in una unica ottica di significato, non giochi di parole ma parole e frasi arricchite di sfumature e definizioni che non divergono ma si immettono in un percorso studiato con precisione matematica e mai casuale. Il causale che sfrutta il casuale per modellare il perfetto dall’imperfetto ed esaltarlo nella sua dissonanza armonica.

L’album, la cui copertina è una semplice acronimo scritto a mano da Lucio stesso (nella foto), è un concept album, narra l’intera giornata di una donna, dalla mattina alla notte, ma al tempo stesso è ricco di riferimenti religiosi. Cerchiamo di vedere e capire.

Tanti i riferimenti biblici, dicevo, sia vetero che neo testamentari, presenti nei testi di Panella. Per elencarli alcuni: in “Ecco i Negozi” la pioggia di rane, piaga che Jhavè invia agli Egiziani che hanno schiavizzato gli Ebrei (“vengono giù gelati poi rane”). Aggiungo io, i gelati non è detto siano gli ice cream, ma può benissimo essere la grandine, (piaga che concorre con quella della pioggia di rane), o meglio sono l’uno e l’ altro, la quotidianità di una donna miscelata a rimandi alti, biblici, trascendenti, che, come tra un po’ vedremo, riguardano proprio la figura femminile.

Operazione che ha dello straordinario. Battisti-Panella hanno, con quest’album, ridato una dignità “storico-teologica” ed in parte “filosofica” alla donna ed al femminile, spazzando via centinaia d’anni di maschilismo dottrinale, il tutto, ovviamente, solo da un punto di vista artistico, quello prediletto da Lucio e quello che egli poteva utilizzare essendo il suo punto di forza, il suo talento, il suo carisma. E scusate se è poco.

Se le uova pasquali ci hanno fatto ingrassare diamo la colpa a Maria  Maddalena, poi però preghiamola come la donna più santa della cristianità -

“Per lei un sovrano avrebbe rinunciato a nascere un cammello si è lanciato in una cruna d’ago smascherando l’acrobata di sabbia in sé sopito”. Canta Lucio in “Però il Rinoceronte”, alcuni commentatori, a riguardo, ritengono che l’acrobata di sabbia sia Mosè. Mi sento di discordare da tale ipotesi. I sostenitori del “Mosè-acrobata” concordano che il passo cui si rifà Lino è l’episodio della cruna e del cammello, quindi la critica alla ricchezza. Gesù dice “E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli”. Con ciò mettendo in discussione parte dell’impianto legislativo di Mosè e del Vecchio Testamento.

A mio avviso il riferimento è esatto, si mette in discussione il vetero ma nella prospettiva dell’amore.

Il passo cui si riferisce Lino, ovviamente in maniera criptica e secondo una scrittura “a Sandwich” è il passo della Maddalena. L’amore è la molla che ha portato al perdono? Non esattamente e non solo, l’amore è la molla che ha portato a sovvertire la Legge farisaica ed ipocrita.

Cerchiamo di capirci riportando il passo. Gesù è interrogato circa il comportamento da tenere nei confronti dell’adultera colta in fragrante (la Maddalena). Essi, per metterlo alla prova, gli dicono che, secondo la legge di Mosè avrebbero dovuto lapidarla. Gesù che fa? Mentre loro parlano scrive sulla sabbia. Il vangelo non ci dice cosa scrive, i Teologi sono discordi, le due dottrine dominanti sono:

Non uccidere, Non commettere atti impuri-ovverossia, meglio, adulterio-. Io propendo per la seconda, infatti Gesù scrive sulla sabbia un comandamento previsto da Mosè, un comandamento che, se interpretato alla lettera, in maniera ipocrita, come fanno i Farisei, non è altro che nulla, suscettibile di cancellarsi allo spirare del vento.

Poi il fatto che l’acrobata di sabbia sia in sé sopito riprende chiaramente l’immagine di Gesù che scrive quasi annoiato. L’amore vince, è la vera ricchezza, per questo il cammello passa per la cruna di un ago, l’amore rende possibile l’impossibile.

Sorge a tal punto un quesito legittimo, perché Gesù, l’acrobata di sabbia, è smascherato? E qui c’è un errore di fondo: Lino fa una inversione: per lei un sovrano (Mosè) avrebbe rinunciato a nascere (a divenire Faraone, come ci racconta la Bibbia) e un cammello si è lanciato in una cruna d’ago (riferimento neotestamentario) e qui c’è una bella virgola, anzi due, è un inciso il “smascherando”, l’acrobata di sabbia smaschera la legge vecchia, e un po’ conformista, quasi da ribelle stanco delle applicazioni letterali.

Ovviamente può apparire un po’ forzata e magari è più convincente che Gesù (l’uomo in sé sopito) smaschera l’acrobata di sabbia (cioè i farisei, che da buoni giuristi erano scaltri, acrobati nell’applicare la legge a loro favore o a favore dei più potenti).

Continua “E per lei qualche atleta contenzioso (o portentoso?), si è battuto, smantellato da solo, crollando coi talenti e i gusti intatti”.

In primo luogo è chiaro il riferimento alla parabola dei denari, all’epoca chiamati talenti e che sono proprio la rappresentazione delle nostre capacità (da allora in poi talento ha assunto tale accezione).

Beh, io credo che la parola sia contenzioso e non portentoso, sebbene contenzioso non è un attributo ma un sostantivo, magari lo usa per riallacciarsi alla Legge, il significato giuridico di contenzioso è noto. “Si è battuto smantellato da solo”, per trovare lei (su chi è questa lei vd infra) cioè senza far fruttare le sue potenzialità, coltivare i talenti.

“Così gli dei sarebbero”, altro pezzo stupendo dell’album. Centinaia di riferimenti alla divinità, ed è interessante constatare come il sacro è posto in rapporto alla quotidianità. Tale canzone è la chiave di volta, le divinità associate alla vita di tutti i giorni da parte di una ragazza, diciamolo, all’apparenza anche un po’ superficialetta.

Ma passiamo al significato, mi sia passato il termine, seppure improprio, “esoterico”, intendiamolo nel senso etimologico.

Moda anni 90: tutte le tendenze (Foto) | Stylosophy

“Cosa succederà alla ragazza”, pezzo che dà il titolo all’LP poi CD: un commentatore ha argutamente intuito che Lino abbia concepito questo testo facendosi la barba. Parlando di sé, ma in un modo tutto suo, non di sé così com’è ma bensì com’è…il suo nome. Pasquale.

Riferimenti  l’alba la barba etc…per supra; “gli uccelli appostatissimi sui rami” ( i corvi, sul  Gûlgaltâ), “come chiodi senza quadri alle pareti”…i chiodi, riferimento alla croce? Se facciamo una interpretazione un po’ troppo pindarica e riteniamo i quadri le rappresentazioni religiose, magari, ma è azzardato, proseguiamo ”le corna curve sono due ferventi trafficanti” (le corna, ispirati dal male?) ma chi sono questi trafficanti, ce lo dice subito dopo, “a bassa voce, sotto la croce, sotto la croce”, i soldati romani che si contendono la tunica, azzardato? Proseguiamo “nel loro dialetto antico” aramaico o latino, forse aramaico, perché il latino, sebbene antico, non è un dialetto, perché i soldati romani parlano la lingua del posto? Semplice sono soldati, non generali o tutt’al più centurioni, quindi sono assoldati tra la popolazione locale, ma potrebbe anche essere un latino miscelato e dunque dialettico, essendo il latino, come noto, di facile commistione con le lingue locali, ed ancora, potrebbe essere dialetto perché la lingua colta dell’epoca, anche a Roma, era il greco. Prosegue “nel loro diletto pratico” quale è questo diletto? Il gioco dei dadi, con i quali, pensano di spartirsi le vesti di Gesù, pragmaticamente.

Poi c’è una presenza femminile, ma prima leggiamo altre sfaccettature che ci riportano alla Pasqua (ad esempio “la vogliono ricoprire di cioccolata”).

Chi è dunque la ragazza? La Maddalena. “La vogliono un po’ scoperta per accertare”, per accertare cosa? Che sia donna? Che una donna possa essere apostolo e possa aver dato una progenie, come narrano alcune leggende praticamente dalla notte dei tempi?  Ricordiamoci che la Maddalena assieme a Giovanni e alla Madre di Dio sono gli unici esseri umani che non lo hanno tradito, e sono stati con lui fino alla morte, fin sotto la croce. Poi la questione Giovanni Maddalena è nota, e alquanto strana, c’è magari un riferimento a “La celebre cena e gli invitati” (Cenacolo di Leonardo Da Vinci) di cui discutono in “Estetica”, pezzo del successivo album “Hegel”?

“Che cosa le tocca? Sentire che cosa?” “Gesù, Gesù, che non se ne parli più” “La vogliono servire in bocca” e soprattutto perché inizia con la barba. Perché lo scopo di CSAR è esaltare il femmineo, fare cioè la Barba alla Gioconda, (vd Dadaismo, etc…), ridare dignità alla donna.

Su Cosa succederà alla ragazza, comunque, c’è molto ancora da analizzare, tipo “la gloria all’ottavo”, che significa, gloria esponenziale, troppo banale, gloria all’ottavo, cioè all’ottavo ed ultimo pezzo, “Cosa farà di nuovo” dove la donna è “corpo del suo corpo e sangue del suo sangue”, cioè le si concede finalmente ciò che le spetta, il suo giusto ruolo, nella storia?

Ecco i negozi, riferimenti a Circe, Cleopatra, etc…sin troppo evidenti, donne della mitologia.

Ancora “Però il rinoceronte”. Fa riferimento alla tradizione esoterica osiridea, dell’adorazione della parte femminile di Dio “I riti, i riti, ma che riti d’Egitto?”, buffo, dire ma che […] d’Egitto, significa ma quali riti, eppure dice proprio riti accanto ad Egitto, e che cos’è il rito egizio lo sanno tutti. “Sono io quella ragazza? Infatti è lei” la Maddalena. Su questo punto occorrerebbe una analisi più puntuale. La bellezza sta nel fatto che egli canti “la parola chiave è Rosmarino”, rosmarino che, nel significato esoterico egizio e non solo è simbolo di rigenerazione, resurrezione, immortalità, altro richiamo alla Pasqua. Insomma, Battisti e Panella aprono artisticamente il Mar Rosso per corrodere il muro di maschilismo ideologico, la donna riacquista dignità, ha accesso a tutto ciò che la sapienza, e con essa la religione, le ha da sempre negato. L’arte si serve dei termini dottrinali usandoli come allegoria del riscatto, un riscatto che usa termini esoterici ed atmosfere urbane ma è tutt’altro che esoterico, quasi giuridico.

Infine “Cosa farà di nuovo”, pezzo della gloria?>>

Ecco riportato l’articolo. Alcune precisazioni ed accrescimenti:

in primo luogo la Maddalena “sono io quella ragazza, infatti è lei”, è importante come lo canti Lucio. Dice “infatti è lei” in tono quasi annoiato. Prende di fatto in giro un segreto di Pulcinella, che la Massoneria eleva a cardine, ma che in realtà è una summa idiozia nella sua evidenza. Non appartiene alla laicità l’esaltazione della donna, non appartiene ai Massoni ma ai Cattolici. Lucio prende sempre brillantemente in giro l’esoterismo, spesso ridendo, o scocciandosi, seccandosi nel tono di voce. E prende in giro i poteri forti e massoneggianti. E in Lucio nulla è casuale. “Infatti è lei”. Sì, lo sappiamo, abbiamo fatto la barba alla Gioconda essotericamente ma parlando per enigmi, enigmi di cui si è appropiato un pensiero che non è.

“Che la vogliono servire in bocca/ad una bocca sterminata di forno/che cosa le tocca/sentire che cosa” ma sì, riferimento al vero Graal. La transustanziazione, il corpo ed il sangue di Cristo che ci custodisce per la vita eterna, l’Eucarestia. Alla donna cosa le tocca, sentire che cosa? La progenie divina? La discendenza, il sangue reale, le linee di sangue, o il calice che dà l’eterna vita terrena e mondana. Quante favole tocca sentire alla povera Maddalena, quella vera, prostituta, adultera, redenta, Santa. Il vero Santo Graal, è l’Eucarestia e non le favolette. “La gloria all’ottavo” ovvero all’ottavo pezzo dell’album, Cosa Farà di Nuovo, dove la donna “si sente il sangue del suo stesso sangue/ e corpo del suo corpo/in un bel giro d’edera intorno a sé”. L’edera simboleggia l’immortalità, la resurrezione, la vita eterna, come il rosmarino essendo le foglie dell’Edera perenni . Ma a differenza del rosmarino l’edera ha anche natura invasiva, incarna la contaminazione del bene da parte delle forze del male. Nell’antichità greca, l’Edera era consacrata a Dioniso, rappresentato sia con la fronte cinta di una corona di Edera, sia con in mano un bastone adorno di Edera.  Ecco, Nietzsche in Ecce Homo dice: sono stato inteso?/Dioniso contro il Crocefisso” ovverossia la resurrezione. Il mito di Dioniso che muore e risorge è simbolo della divinità che risorge, del Cristo. Ma l’Edera va maneggiata con cura, è anche un simbolo sessuale-veniva usata come stimolante afrodisiaco in forma di strofinio- ed è, come detto anche invadente, come il male che si insidia. La donna è esaltata per la sua grazia, come Dioniso è un simbolo positivo nella sua valenza di colui che vince la morte ed il dolore ed il peccato e la caducità risorgendo (Dioniso contro il crocefisso)  è anche simbolo dell’eccesso e della perversione. Si avverte, dunque, il pericolo del travisamento del ruolo della donna con le favolette e fandonie massoniche.  Ma perché Lucio non ha pubblicato i testi degli ultimi cinque album negli LP e poi nei compact? Semplicemente perché apre alla molteplicità di significati “La gloria all’ottavo” è anche la gloria all’ottava” e vedremo.

La donna ha la stessa dignità dottrinale, teologica e filosofica. “Mulier taceat in ecclesia” paolino non è farisaico, perché Santa Phoebe è diaconessa, e lo dice lo stesso Paolo nella I epistola a Timoteo.

Un’ultima riflessione su CSAR. Riguarda il pezzo “Così gli dei Sarebbero” e non è mia ma l’ho letta in un commento su youtube alla canzone di un certo Riccardo Cavalli, commento pubblicato da lui due anni orsono e che sposo in pieno e di cui riporto il testo integrale, perché merita ” Lucio , che era molto credente, non avrebbe mai cantato un testo contro la Chiesa. Il testo è interpretabile come la visione del mondo in chiave massonica. E la follia che porta in sé: la natura è bella come è creata, e l’uomo la distrugge con schifezze (bitume). Gli dei sono gli idoli, e il maestoso è l’ordigno scientifico! La scienza, che è diventata il “Dio” dell’uomo, ha fatto perdere il senno (vedi le frasi nonsense successive). Merce, mercato, l’economia regola questa visione; il cetaceo è un uomo arricchito panzuto che vive di tutto questo. E poi la guerra (lanciafiamme) e le frottole raccontate per giustificare la “pipa” universale (doppio senso che significa “fumo negli occhi” e ” balla”). Ma la gente comune vive normale, tra la spesa e un dentista super tecnologico (la tecnologia che ci invade sempre più). La frase clou è: tutto questo è mancante della Verità, e questo errore di presunzione infantile di saper far tutto bene, è come un piccolo che tenta di dire “nessuno” e dice “nettuno”, il falso dio mondano viene giustificato come un innato difetto incorreggibile dell’uomo. Il testo torna a spiegarci con giri di parole sublimi che dove passano i membri di quella congrega si fanno le cose più folli, inguardabili ( una balena con fontana inclusa, allusione a certi monumenti orrendi nelle città sfigurate da questi infausti “artisti” ) e si fan passare le mode per principi morali e di costume ( cocomeri per occhi a tutti quanti e alberi spioventi dalle orecchie). Ma spiega che ci sono persone che vanno contro il coro mondano (le voci emerse) che contrastano (sulle) i massoni e le loro porcherie (teste a delta). I mignoli simboleggiano la Mafia (altra massoneria) e tutto condito dal doppio senso dei martelletti che possono essere sia i rappresentanti corrotti della giustizia che i martelletti di un pianoforte, allusione di un uso della musica a fini commerciali e per far passare tutte queste ideologie. Questa impostazione quindi è libera di passare la barriera delle menti ( così lei può passare di là) con l’idea che se loro desiderano fare una cosa comunque la faranno senza guardare in faccia a nessuno”.

Con questo album del 1992, d’avanguardia e disincantato, con un disincanto che non elude la critica, Battisti e Panella colgono le imperfezioni ed i vizi della società contemporanea, con fermo riferimento alla donna ed alle festività pasquale, con una ironia che svela, forse, il loro significato profondo, senza pretesa di farlo.

Giovanni Di Rubba

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