Polveri sottili provincia di Napoli, il punto della situazione.

Nel 2021 si è verificato un grave bilancio d’inquinamento in Campania secondo i dati Arpac. Sono state 11 infatti le città che superano i limiti per l’emissione giornaliera di polveri sottili. La soglia attualmente stabilita consente uno sforamento di massimo 35 giorni ogni anno con un PM10 superiore ai 50 microgrammi su metro cubo.

Napoli e parte della provincia risultano dunque maglia nera per l’inquinamento urbano. Secondo i dati Arpac, situazione che desta preoccupazioni anche in questi primi tre mesi del 2022 è la provincia di Napoli. Al 21 Marzo 2022 maglia nera al comune di S’Vitaliano con 34 sforamenti, segue Acerra zona scuola Caporale con 33 sforamenti, Volla via Filichito con 25 e Pomigliano d’Arco con 24 sforamenti (dati in copia). Dopo che il summenzionato anno 2021 si è chiuso purtroppo con questa devastante classifica sempre nella provincia di Napoli: San Vitaliano con ben 111 sforamenti, segue Volla via Filichito con 91, Pomigliano d’Arco 81 e Acerra con 66 sforamenti.


Urgono interventi mirati in quanto il PM10 causa diversi effetti sulla salute tra cui molti disturbi collegati all’apparato respiratorio. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato l’inquinamento dell’aria (di cui il particolato atmosferico è un indicatore) nel Gruppo 1, vale a dire tra le sostanze cancerogene per l’uomo.

Più volte gli studi scientifici hanno cercato di dimostrare la correlazione tra polveri sottili e cancro ai polmoni. Uno studio molto importante, pubblicato a settembre del 2016, Ambient Air Pollution, ha cercato di capire quanti e quali sono gli effetti sulla salute. Purtroppo, in Europa, si stima che mezzo milione di persone possano morire per colpa dell’inquinamento dell’atmosfera.
Nei bambini, una cattiva qualità dell’aria influisce indubbiamente sulla possibilità di soffrire di asma. Tra i più colpiti, le statistiche indicano anche gli anziani e le donne incinte, ma ciascuno di noi potrebbe incorrere in seri problemi a causa delle micro particelle o polveri respirabili.

Dal punto di vista normativo con il D.Lgs. n. 155/2010 e ss.mm.ii. – che recepisce la direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa – ha istituito un quadro normativo unitario in materia di valutazione e di gestione della qualità dell’aria ambiente.

Interessante, uno studio del 2017 commissionato dal Comune di Pomigliano d’Arco al Prof. Marco Trifuoggi progetto MON AIR, con il quale si evidenziava il contributo notevole dell’inquinamento ambientale in quella zona nel periodo invernale era dato dal riscaldamento domestico come per i forni di pizzerie etc ed ovviamente per l’eccessivo utilizzo delle automobili rispetto alle grosse industrie del territorio, le quali devo rispettare protocolli sicuramente più serrati.

Alcuni interventi: innanzitutto le centraline Arpac andrebbero posizionate su tutta la direttrice est della provincia di Napoli cosi da avere un rapporto dettagliato e completo, e dunque che non riguardi solo alcuni Paesi. Incentivare l’uso della bicicletta, attraverso percorsi di sensibilizzazione e con buone pratiche di incentivazione all’uso delle piste ciclabili, se esistenti. Incentivi per l’acquisto di abbattitori di fuliggine, i quali sono dei dispositivi: con sistema ad acqua, in grado di neutralizzare il 98% delle particelle di carbonio e fino al 50% degli odori emanati durante la combustione, funzionando tramite energia elettrica, in automatico. Inoltre, misure come le targhe alterne per contrastare l’inquinamento o almeno abbassare la media. Creare sistemi efficienti di utilizzo di navette pubbliche ecologiche. Questi sono solo alcuni esempi.

La salute, come dicevano i nostri nonni, è la prima cosa!

Condividi questo post :

Facebook
Twitter
WhatsApp
LinkedIn
Email
Stampa