I Rapporti Familiari ella Fenomenologia dello Spirito di Hegel. Lettura attuale

“I Penati si Contrappongono allo Spirito Universale”

Questa frase, di Hegel, è lungimirante e pone in essere una proiezione con la Famiglia Moderna, attuale, che molti ritengono allo sfascio.

Di più, si spinge, tacita e lo vedremo, La sigla LGBTQ nata negli anni ’90 è stata registrata ufficialmente nel 1996 al fine di indicare le molteplici diversità sessuali esistenti senza discriminare alcun genere ma cercando di soddisfare il desiderio di identificazione personale di tutti. La sigla LGBTQ essere usata per riferirsi a chiunque sia non-eterosessuale, invece che esclusivamente a persone lesbiche, gay, bisessuali o transgender.

Lesbiche: omosessualità femminile, attrazione fisica e mentale tra due donne;

Gay: omosessualità maschile, attrazione fisica e mentale tra due uomini;

Bisessuali: attrazione fisica e mentale per entrambi sessi, sia maschile che femminile;

Transgender: termine che indica le persone che non si riconoscono con il proprio sesso;

Queer: una persona Queer è “senza etichette”, ovvero non desidera essere sessualmente identificata, etichettate.

Ma vediamo, leggendo da “La Fenomenologia dello Spirito”.

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La Famiglia, per il filosofo, come elemento della effettualità del popolo si pone proprio contro il popolo. Come essere etico immediato sta di contro alla eticità che si forma e mantiene lavorando per ‘Universale.

Sebbene l’essere etico della famiglia si determini come essere immediato, pure essa sta entro i termini della sua essenza etica.

L’elemento etico, infatti, è in sé universale e questo comportamento di natura è anch’esso essenzialmente uno spirito ed è etico ma solamente come essenza spirituale.

Purtuttavia il rapporto etico dei membri di famiglia non è né il rapporto della sensazione, sensibile, e nemmeno il rapporto amoroso..

L’elemento della eticità sembra ora debba venir riposto nel comportamento del singolo membro della famiglia verso la famiglia intera come sostanza. Dunque  l’operare del singolo membro  ha per fine solo ed esclusivamente la famiglia. Il singolo membro è da considerare in quanto fornisce beni, risposte agli appetiti di ricchezza del membro.

Il fine peculiare della famiglia è, dunque, il singolo.

Affinché tale rapporto sia etico tanto chi agisce quanto colui cui l’azione si riferisce non potranno comparire secondo il modo di una accidentalità, coe quando si soccorre il naufrago

L’azione della famiglia deve essere sostanziale, ossia intera ed universale.

La legge non si rivolge al capo dei membri della famiglia, al suo gestore, ma sempre al cittadino, egli è effettuale e sostanziale solo come cittadino, come singolo.

La famiglia è dunque solo debole ed ineffettuale, la universalità che raggiunge il suo membro è solo nella morte, puro essere. La morte è l’immediato, naturale esser divenuto e non è l’operare di una coscienza.

Il compito della famiglia è preservare il proprio membro defunto a che lo stesso sia affidato alla natura e se ne preservi la memoria.

Nella morte il membro torna un esser per sé mentre pria era un esser per altri.

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La legge divina che regge nella famiglia ha delle differenze entro sé stessa, il rapporto delle quali costituisce il vitale movimento della sua effettualità.

Vediamo le relazioni, tenendo conto della loro attualità e che stanno bene per qualsiasi famiglia o unione:

  1. Moglie-Marito

È l’immediato riconoscersi della coscienza dell’uno nell’altra

È il riconoscersi del reciproco esser riconosciuti perché è un riconoscimento naturale non un riconoscimento etico.

La reciproca pietà del marito con la moglie è misto di rapporto naturale e sensazione; la loro relazione non ha ritorno in se stesso ma in altro, nei figli.

Eticamente i rapporti Genitori-Figli sono rapporti naturali.

Da valutare l’eticità del marito con la moglie. Tale eticità non è pura, ed anche la moglie, prima di riconoscersi. Questo rapporto è appetito.  

Esso è solo la rappresentazione, l’immagine dello spirito e non lo spirito effettuale

  • Genitori-Figli

La effettualità in sé stessa la ha nei figli.

La pietas dei genitori per i figli è affetta dalla peculiarità di avere la coscienza della propria effettualità  nell’Altro e non portarsela via.

La pietas dei figli verso i genitori è affetta, invece, dalla peculiarità di vedere l’essere per sé in qualcosa d’altro.

In tal caso qualcosa si dilegua ed il ceppo si divide per raggiungere l’esser per sé e la propria autocoscienza

  • Fratelli-Sorelle

E’ la relazione più pura. Sono il medesimo sangue.

In esso si giunge alla quiete ed all’equilibrio.

Essi non si appetiscono reciprocamente e raggiungono così la propria individualità, l’esser per sé.

La sorella diviene, come elemento femminile, il più alto sentore dell’essenza etica.

Essa non risplende alla luce della coscienza, anzi resta sentimento interiore, resta divino eleento sottratto alla effettualità.

Ai Penati è legato tale femminino che si intuisce sia nella sua universale sostanza che nella sua singolarità.

Nel rapporto con la sorella la mancanza di appetito può comportare il riconoscimento del singolo riconoscente e riconosciuto, congiunto con l’equilibrio di sangue

La perdita del fratello è insostituibile alla sorella e il suo dovere nei suoi confronti è quello supremo.

Come figlia la donna deve disparire dai genitori ma con commozione naturale e calma etica.

PENATIS - FESTA DEI PENATI (31 gennaio)

Da sottolineare che questo legame con la sorella come assoluto  non è criticabile alla luce del fatto che riguarda l’essenza e non la sua funzione. Lo spirito femmineo connesso ad un discorso più generico sui Penati.

Ben diverso il discorso successivo al presente, che parla della successione e dei generi.

Hegel afferma che lo spirito etico è immediata unità di sostanza e di autocoscienza. Per questo i due sessi sorpassano la loro essenza naturale e si presentano nel mondo etico.

Possedendo differenze naturali, cioè l’opposizione di sessi tale opposizione determinata riceve la destinazione etica.

Il filosofo stesso che, parlando dello Spirito Domestico ci dice che la differenza dei sensi e il loro contenuto etico permane nella unità della sostanza ingenerando un movimento in divenire della sostanza medesima. Il  marito viene indirizzato alla comunità ve trova la sua autocoscienza e la donna alla famiglia, essenza nella quale trova la sua sostanza universale ed il suo sussistere.

Ora l’opposizione sessuale secondo Hegel sancisce la destinazione etica ed il movimento nella comunità.

Tale assunto non convince in quanto il passaggio da differenza naturale e destinazione etica è manchevole di un elemento volitivo. Elemento che può essere imposto dalla società e dalla famiglia, come in questo caso o per consuetudine, ma che alberga sempre nel soggetto che vuole e destina eticamente il suo volere, o quello imposto. Non si può fare il salto tra fisica e determinazie etica senza tener conto dello psichico effetto del fisico.

Giovanni Di Rubba

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