Intervista al presidente della Associazione Combattenti e Reduci . L’importanza della Memoria per i ragazzi

Nessuna descrizione disponibile.

G: Buon giorno Presidente Salvatore Marigliano, volete illustrarci un po’ le problematiche inerenti la sede Combattenti e Reduci di San Giorgio a Cremano?

S: A dicembre 2020 ho ricevuto l’incarico di Commissario Straordinario per la ricostruzione della sede Associazione Combattenti e Reduci di San Giorgio.

Questa risultava esistente ma non attiva.

Ho fatto attività di ricerca e, poiché i combattenti e reduci erano tutti defunti, restavano in loco solo persone anziane che utilizzavano lo spazio come circolo ludico.

Tale circolo non portava alcunché al comune.

Nessuna descrizione disponibile.

Lottando sono riuscito ad impossessarmi dell’archivio che risulta risalente, circa, al 1923, ma ci sono anche date precedenti.

A questo punto, con l’aiuto di Monsignor Luigi Castiello abbiamo raccolto il materiale storico nella sua interezza, documenti, elmi, labari, bandiere, schede e lo abbiamo inserito in una sala dell’Ospedale del Mare.

Adesso lo stiamo studiando

Ora da Commissario Straordinario sono Presidente della sezione che, attualmente, conta 50 iscritti, ma noi confidiamo che aumentino, soprattutto le giovani generazioni.

La sede principale è a Prato con un museo di rara bellezza, ho partecipato all’ultimo Congresso Nazionale divenendo Sindaco

Ci tengo a sottolineare che allo stato tra combattenti e reduci, in Italia, ne restano 5000 circa.

G: Ma quale è lo scopo delle Associazioni Combattenti e Reduci?

S: In un primo omento svolgevano vera e propria attività di collocamento per vedove e figli dei militi,, ora è soprattutto tenere viva la memoria del passato e comunicarla ai giovani.

Abbiamo questo poderoso archivio, sarebbe bello se gli studenti venissero a dare una mano nella ricerca e nella schedatura, toccando con mano quello che studiano, tenere viva la memoria.

Nessuna descrizione disponibile.
Nessuna descrizione disponibile.

G: A proposito di memoria, oggi, 10 febbraio, è la giornata delle Foibe, in base alla vostra attività cosa ci può dire?

S: Noi collaboriamo con la Associazione  per la Cultura Fiumana, Istriana e Dalmata del Lazio, il cui Presidente è il dottor Marino Micich.

Questi all’epoca era un ragazzino di 10 anni e si trovò sfollato.

Dopo l’8 settembre una quota di italiani furono internati dai tedeschi, altri si trovarono contro i partigiani titini che, su ordine di Tito, dovevano conquistare Trieste.

Tuttavia a Fiume misero in atto una vera e propria pulizia etnica, medici, poliziotti, insegnanti.

Micich ci ha riferito che negli archivi era scritto semplicemente “Eliminato” e nulla più.

Colpisce la storia di una ragazza, di cui si innalzerà una statua a Brusciano, Norma Cosetto.

Norma Cossetto | enciclopedia delle donne

Costei, pur non essendo fascista, studentessa aveva la tessera GUF. Fu denunciata e per quella tessera, che tutti dovevano obbligatoriamente portare, giudicata fascista, violentata tutta la notte, massacrata di botte e gettata viva nella foiba di Basovizza.

Questo è il motivo per cui i giovani devono avvicinarsi agli archivi e lavorare a nostro fianco.

Nella ricerca trovano l’amaro e l’acre ma anche il dolce della storia e, soprattutto, impediscano che si ripetano eventi inumani.

Il potere ci vuole rendere sordi prima ancora di zittirci.

Giovanni Di Rubba

Condividi questo post :

Facebook
Twitter
WhatsApp
LinkedIn
Email
Stampa