Il Velo di Sant’Afrodite. La Martire pomiglianese scomparsa

Ne parliamo con:

VERA DUGO

Studiosa locale, autrice di diverse Monografie sulle Chiese e gli Uomini Illustri della Città, nonché differenti altri Volumi sempre di storia locale. È inoltre poetessa, pittrice, giornalista ed insegnante di Storia dell’Arte in pensione.

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icona di Sant’Afrodite

G: Professoressa buongiorno, quando si iniziò a parlare di Santa Afrodite a Pomigliano e chi è questa Santa?

V: La memoria di questa Santa, nell’800 molto venerata, quando mi sposai e giunsi a Pomigliano negli anni ’70 era completamente perduta nella memoria collettiva.

Restava soltanto il nome di qualche fanciulla che si chiamava in questo modo perché era il nome delle nonne o di parenti.

Nel momento in cui decisi di documentarmi  mi rivolsi subito al “Cenni Storici” del Cantone, ed ebbi la base di partenza.

Venni a sapere che affreschi con scene della vita della Santa adornavano la Chiesa del Carmine, un tempo a lei dedicata, ma negli anni ’60 già era tutto scomparso.

Nessuno sapeva nulla, ricercai tra i Carmelitani, mi rivolsi alla Congregazione dei Santi, feci ricerche ad ampio raggio.

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La Chiesa, oggi dedicata al Carmine a Pomigliano d’Arco

G: Che successe a questo punto?

V: Quando scrissi il libro sulla Chiesa del Carmine ipotizzai Santa Venera e Santa Afrodite fossero la medesima persona , anche perché Santa Venera era molto diffusa nel Sud Italia.

Nella redazione di Uomini Illustri si sono messe in contatto con me diverse persone, tra cui padre Ioannis Paulos  Apostolopoulos, parroco di una Chiesa Ortodossa di Atene.

Questi mi ha posto a conoscenza del fatto che Sotto Costantino, nel 312, vi era un convento di 40 monache  sotto un diacono, Ammone, a Berea.

Nonostante l’Editto di Costantino avesse legalizzato e tollerato il culto Cristiano, in quella Provincia vi era il terribile Licinio, che le condusse ad Eraclea ed ivi le martirizzò, avendo costituito una  comunità di vergini e vedove cristiana.

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padre Ioannes Pauli Apostolopoulos

Mi inviò, contestualmente, anche l’immaginetta votiva delle 40 martiri, la cui memoria ricorre il 19 novembre. Tra essa si nota Santa Afrodite, nella foto terza fila da sopra, settima da sinistra.

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Immagine votiva delle 40 martiri.
Santa Afrodite, nella foto terza fila da sopra, settima da sinistra., la scritta del nome in Greco
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Ingrandimento, Afrodite è nella terza fila a partire da sopra la terza a sinistra

G:Le sono giunte altre fonti a conferma?

V: Un mio caro amico, Antonio Arnone, mi mostrò, senza darmelo- essendo un collezionista- un libricino rinvenuto nei mercatini di antiquariato con preci in onore di Santa Afrodite redatto dai Padri Pisani in Pomigliano d’Arco.

G: Ma perché  e chi portò il culto della Santa?

V: Furono i Padri Pisani, ovverosia della Congregazione del Beato Pietro da Pisa, Pietro Gambacorta, che raccolse questi frati  fondando, La Congregazione dei Padri Pisani di San Girolamo, seguenti la regola dell’autore della Vulgata.

Questi erano stati richiesti dal popolo che dopo un po’ li ebbe in odio per la loro venalità e continua richiesta di proventi.

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libricino di preci alla Santa

Ad ogni modo i Pisani, quivi chiesero ed ottennero nella metà dell’Ottocento le reliquie della Santa Afrodite, una fanciulla che subì martirio e ritrovata nelle Catacombe di Priscilla.

Come vi erano arrivate da Eraclea non è dato saperlo, se trattasi della stessa Afrodite, comunque all’epoca e per tutto il medioevo era diffuso il traffico di reliquie.

Comunque i Pisani raccolte diverse questue fecero realizzare una scultura dal grande artista Catello, stamparono un libretto e riposero le reliquie nella lastra conservando in sagrestia la Bolla di Papa Gregorio XVI che elevava la Chiesa a dignità di Santuario.

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Sebastiano Conca; Papa Urbano VI approva la Regola dei Padri Pisani di San Girolamo

G: Di tutto ciò cosa è rimasto?

V: Nulla, a parte il libricino ritrovato fortuitamente, e nulla nella memoria popolare, collettiva, nel culto.

Roma Gregorio XVI (1831-1846). Bolla con pergamena del 1843 in buono stato  - en
Bolla di Gregorio XVI , conforme a quella della investitura a dignità di Santuario della Chiesa pomiglianese

G:Per concludere, quali sono le origini della Chiesa oggi dedicata al Carmine e che sotto i Pisani per un ventennio ha preservato il culto di Santa Afrodite?

V: Senz’altro frutto di un insediamento dei monaci Basiliani dal Castrum Lucullianum, così come a Somma, presso la Chiesa di Santa Maria al Pozzo.

Senz’altro comunque esiste dopo la Chiesa di San Felice-che all’epoca si trovava nel Rione Spitale e non dove è ora, ma anteriore al mille, è già menzionata, infatti i un atto del 1028

Al centro della piazza vi era una Croce Bizantina e la piazza aveva un ponticello che attraversava i vari alvei che si creavano.

Giovanni Di Rubba

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