Con Zielinski il diavolo ha fatto la pentola ed il coperchio. Speriamo non abbia anche cucinato…

Da sempre si dice che il diavolo faccia le pentole, ma non i coperchi. Confesso il mio peccato: a questa storia non ho mai creduto. Non capivo come mai un essere diabolico (ovviamente) finisse sempre col fare lo stesso errore. Mi sembrava un pregiudizio, un sottovalutare la sua pericolosità. Oggi abbiamo la prova che Lucifero ed i suoi seguaci hanno imparato la lezione: la prova è Zielinski.
Si è fatto passare il ragazzo per un irresponsabile. Ha giocato nonostante il divieto dell’ASL. Il ragazzo era già stato positivo in passato, e per essere solito prendere aerei in continuazione, aveva il green pass. L’ASLNAPOLI2 però l’aveva fermato: lui che era stato a contatto con un positivo non aveva fatto il ciclo completo di vaccinazioni. Uno dirà: è un criminale, arrestatelo e buttale le chiavi. Però… Tutte le ASL, compreso la NAPOLI2 mai in passato avevano fermato un calciatore in queste condizioni. E dire che fino a pochi giorni fa la norma era addirittura più restrittiva. Chi era entrato in contatto con un positivo andava messo in quarantena. A prescindere dal numero di vaccinazioni fatte.


Fidatevi, è così. Ci sono passato io in prima persona. Trivaccinato, ho avuto un contatto con un positivo. Fatto subito il primo tampone per sicurezza persona (negativo) la regione mi ha comunicato tramite un sms che ero in isolamento. Sette giorni isolato, poi avrei dovuto fare il tampone (il primo lo avevo fatto per sicurezza mia). Solo dopo il tampone fatto a distanza di sette giorni sarei stato libero di circolare. Mi sono fatto Vigilia, Natale e Santo Stefano ai domiciliari, sapendo di essere negativo per altro. Dopo il secondo tampone sono potuto uscire. Incazzato nero, manco a dirlo. Il bello, o il brutto, fate voi, è che il giorno dopo il Governo ha cambiato le carte in tavola. Chi aveva fatto le tre dosi poteva uscire anche se era stato in contatto con un positivo.
Prima di san Silvestro, per farla breve, tutti coloro erano stati in contatto con un positivo dovevano essere messi in quarantena. Vi risulta che qualche ASL abbia fermato mai una squadra in caso di positività di un calciatore? In verità era successo una sola volta: l’ASLNAPOLI1CENTRO aveva impedito al Napoli di partire per Torino, sempre per la maledetta partita contro la Juve. Ricordate le polemiche? Sembrava che Verdoliva, dg dell’ASLNAPOLI1CENTRO, avesse fatto un favore a De Laurentiis.
Ma torniamo a noi. I ragazzi di Lucifero dopo aver fatto la pentola non si sono fermati. Hanno fatto anche il coperchio. Due giorni dopo la partita di Torino Zielinski positivo. Il trequartista azzurro per altro prima della partita non era positivo, come da tampone fatto a Torino. Adesso saranno polemiche a non finire, certo. Immaginiamo che a Torino sono pronti a denunciare tutto e tutti. Per altro il Napoli ha rispettato alla virgola il protocollo della Lega. Come immaginiamo abbiano fatto anche in casa Juve. Anche loro avevano lo stesso problema, con Chiellini positivo. Oltre Nedved, anche lui col Covid. Fino a San Silvestro nessuno avrebbe potuto giocare, stando alle norme italiane. Norme che sono valse per tutti, tranne che per i calciatori.
Speriamo solo che i ragazzi di Lucifero si siano fermati al coperchio. Non sia mai scapperà nelle prossime ore qualche positivo nella Juve. E ci può stare, naturalmente. La Juve è un focolaio vero e proprio. Positivi Chiellini e Nedved. E poi c’è la situazione della sue seconda squadra, quella che gioca in Lega Pro. Ma state certi che se dovesse risultare positivo qualche bianconero la colpa sarebbe di Zielinski, della sua incoscienza.
Siamo in attesa della prossima puntata. Una cosa, che vale per i no vax, quelli che dicono che un tampone negativo è meglio di un vaccino. Il tampone negativo accerta che 7 giorni prima il soggetto non era stato contagiato. In pratica non serve a nulla.

Foto di Antimo Piccirillo

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