In Campania è boom di furti di marmitte catalitiche: ecco perché le rubano

Un colpo può fruttare fino a 100 euro grazie ai metalli preziosi contenuti nei tubi di scarico

E’ la nuova emergenza su cui indagano carabinieri e polizia: i furti di marmitte delle auto messi a segno dai ladri che cercano di racimolare pochi grammi di metalli preziosi che si trovano nel catalizzatori. Pochi grammi che spesso però hanno un valore considerevole.

Nel corso della notte le vetture prese di mira vengono sollevate e con un flex auto alimentato riescono a tagliare la marmitta nella zona del catalizzatore. La mattina seguente per il proprietario dell’auto è impossibile spostare la vettura.

I furti sono numerosi, alcuni neppure denunciati. I proprietari delle auto preferiscono limitarsi a sostituire le marmitte senza rivolgersi alle forze dell’ordine.

  

All’interno del catalizzatore sono presenti metalli nobili (platino, palladio e rodio) che, rivenduti, possono fruttare secondo alcune stime fino a 100 euro a furto, grazie soprattutto al palladio, metallo che vale anche più dell’oro. Ecco perché il fenomeno sta prendendo piede un po’ in tutta Italia. Negli Stati Uniti, questo tipo di business è noto da anni, anche perché lì sono più diffuse le aziende capaci di riciclare i catalizzatori delle marmitte per estrarne i metalli preziosi. 

Con l’aumento esponenziale del prezzo del palladio quindi le marmitte catalitiche delle nostre auto sono a forte rischio furto. Gia’ da qualche anno, infatti, il fenomeno ha investito Gran Bretagna, Francia e Spagna e sta prendendo piede anche in Italia. I proprietari di Suv sono le principali vittime. E trovarsi all’improvviso senza marmitta, oltre che una beffa, è anche una grave danno per il portafogli.

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