Pomigliano, Furto nel centro sportivo “Giuseppe Leone “

Strani furti nel Centro Sportivo “Giuseppe Leone” di Pomigliano

Trovi sul campo di rugby in erba tanti anziani, quasi tutti ex giocatori del GSRugby Pomigliano, che con la laboriosità delle formichine, innaffiano, falciano, tracciano innumerevoli linee bianche, impastano cemento, pitturano…. Sembra un cantiere permanente dove i tanti “laboriosi” non disdegnano di offrirti una birra, di coinvolgerti in un goliardico gavettone (rinfranca e rinfresca, con la temperatura che supera i 40°).

Questi “young forever” stanno sul campo dal giorno della concessione a firma del neo Presidente della Polisportiva Comunale.

L’entusiasmo è coinvolgente e si sono lasciati coinvolgere i dirigenti dell’ Associazione Pugilista Pomigliano, che opera nel centro sportivo con una propria struttura, che con il loro profilo di guerrieri spartani, si sono trovati da subito a proprio agio con altri guerrieri, meglio definirli “veterani”. Ed insieme hanno iniziato a rendere finalmente fruibile questa meravigliosa struttura che sorge ai confini di Pomigliano.

Il “campo da rugby Giuseppe Leone” era stato affidato, tramite un protocollo d’intesa, direttamente alla Federazione Italiana Rugby, attraverso il Comitato Regionale Campano, che designò la prestigiosa società A.P.P. Partenope ad attuare un progetto di sviluppo del rugby di base in collaborazione con i dirigenti Scolastici delle scuole di ogni ordine e grado ed a collaborare e sostenere la società di rugby di Pomigliano che era in difficoltà economiche ed organizzative. Nonostante la puzzolente presenza di un sito di trasferenza, allestito con urgenza in piena emergenza rifiuti, l’impianto era frequentato da decine di atleti e la società era iscritta a tutti i campionati di categoria “giovanile” e a quello di serie B nazionale. Inoltre la struttura era sede anche della sezione arbitri Napoli, promotrice di stage ed “approfondimenti” per l’intera categoria sia regionale che nazionale.

Ma che succede in questo ultimo periodo?, chiediamo ad uno dei presenti nell’impianto che ci ha accolti con un grande sorriso ed un ottimo caffe.

“ E’ da quando la struttura sportiva è tornata ad essere frequentata da tanti atleti di ogni età” riferisce un omone dalla faccia buona e dall’aria “scapigliata” , anche per la sua fluente e candida chioma, ma che preferisce rimanere anonimo (cosa molto preoccupante ndr), la spirale di furti è continua ed inarrestabile!” “Vengono trafugati, ormai quotidianamente, attrezzature, apparecchi e materiale di ogni genere, dai locali adibiti a spogliatoi e depositi. Si tratta di piccoli oggetti, di poco valore, ma che sono indispensabili e necessari per lo svolgimento delle attività sportive.” In effetti risulta essere più costoso riparare i danni provocati per commettere l’effrazione che il valore di quanto trafugato. Un poco alla volta, sono sparite misteriosamente, porte in alluminio, infissi, pannelli solari, conduttori elettrici, soffioni per la doccia e perfino servizi igienici. Eppure da alcuni anni nella struttura vive un custode, cui fu assegnato un appartamento al primo piano della palazzina spogliatoio” Incalza un altro “sempreverde” vestito con una divisa da rugby anni 90. “ Un enigma che speriamo di risolvere in tempi brevi! Quello che sappiamo è che in quei locali ha abitato per circa due anni il grande rugbista Guy Pardies, ex grande nazionale francese e pluricampione d’Italia indossando le divise delle società più prestigiose, incaricato dalla Federazione Mondiale di coordinare un progetto di diffusione del rugby di base. Negli anni successivi Marcos Reyna, giocatore ed allenatore argentino.

A chi infastidisce la presenza di atleti e di persone di buona volontà?

Che senso ha un sistema italiano che non fa della deontologia e dell’etica un criterio morale basato sulla rettitudine dell’individuo? Anzi, come la storia insegna, la nostra società premia e ammira il furbo, deridendo l’onesto. E, sempre per citare i latini, ci piace ricordare quella frase di Publio Siro nelle Sententiae: «Paucorum improbitas est multorum calamitas», la disonestà di pochi è di danno a molti.

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