Tra cronaca-spettacolo, trattative per le candidature e guerre sulle accise, chi offre agli elettori un progetto sui problemi reali del Paese?
L’editoriale di Enzo REA–
Sappiamo tutto di Garlasco, della povera Chiara Poggi, di Alberto Stasi, di Andrea Sempio, del giudice Venditti, delle sorelle Coppa, degli avvocati che si sono occupati del caso.
Sappiamo tutto, o quasi tutto, di Sigfrido Ranucci, di Valter Lavitola, fastidiosamente indicato come ex direttore della storica e gloriosa testata socialista “Avanti”, delle donne legate, collegate alle vicende dei due protagonisti o, successivamente, slegate.
Sappiamo tutto di Maria Rosaria Boccia e dei suoi rapporti con Sangiuliano prima e con Ranucci dopo.
Servizi interminabili, risorse prevedibilmente cospicue per fornirci dettagli dei quali molti di noi, spero, farebbero volentieri a meno.
Mi rifiuto di credere che l’opinione pubblica sia assetata di particolari di vicende, drammatiche o scandalose, che risultano tutt’altro che rassicuranti.
Magari ci piacerebbe apprendere che sono state concluse delle indagini complicate, assicurando alla giustizia i responsabili di gravi reati.
Magari ci piacerebbe apprendere che finalmente si è fatta luce sui delitti Cesaroni, Mollicone, Parlato, per fare degli esempi.
Ma spesso si ha l’impressione di tornare alla trama di “”Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” di Gadda, dove un groviglio indissolubile di cause, concause, passioni ed egoismi umani porta lontano dall’accertamento della verità.
Siamo aggrediti da informazioni che entrano , senza autorizzazione, nelle nostre case, nelle nostre menti.
Mi chiedo: se dovesse rispondere al vero che nella primavera 2027 si andrà alle urne , il cittadino/elettore quali strumenti possiede per orientarsi ed esercitare liberamente il proprio diritto al voto?
Sappiamo molto sui temi che interessano la permanenza nelle aule parlamentari della casta anche nella prossima legislatura: si faranno e come si faranno le primarie nel campo largo; la destra terrà fuori Vannacci o lo ingloberà per vincere le elezioni; il centro avrà un posto garantito in una coalizione o andrà da solo; come procede la trattativa per stabilire quali capilista avranno un posto sicuro in Parlamento etc.
Sappiamo poco, anzi niente dei programmi, soprattutto per la parte che riguarda da vicino i problemi quotidiani del cittadino elettore.
Uno scienziato che, all’ultimo minuto, scrive un programma si trova sempre.
Poi , garantita la casta, va tutto nel dimenticatoio.

Dove soni quelli che sul biglietto da visita riportano accanto al nome: Riformisti o Rivoluzionari?
I prezzi dei carburanti sono saliti molto e da molto tempo.
Sono stati disposti tagli temporanei delle accise, rinnovati più volte con decreti successivi. Il taglio originario di fine luglio era di 14 centesimi sull’accisa del gasolio, che con l’IVA diventavano circa 17 centesimi al litro di beneficio. L’ultima riduzione applicata sia a benzina sia a gasolio si era chiusa il 3 luglio, poi gli interventi hanno riguardato solo il diesel.
Il taglio è stato prorogato più volte .
Sul taglio, per tutta l’estate appena trascorsa, si è scatenata una furiosa lotta, mediatica, tra maggioranza parlamentare e opposizione, quasi si stesse decidendo una questione di vita o di morte dei cittadini.

Io, come tanti, bloccato nel traffico anche in aree non vacanziere, in lotta con un’afa senza precedenti mi ,sono chiesto: esiste un politico di qualsiasi livello, che ,si sia posto il problema di potenziare i trasporti pubblici, consentendo una drastica riduzione dell’uso delle auto private?
Insomma nell’area progressista si può ipotizzare un progetto che rilanci la necessità di avere un efficiente trasporto pubblico, al di là dell’Alta Velocità?
A seguire.
Ci ripetono un giorno si e l’altro pure che circa sei milioni di italiani rinunciano a curarsi perché privi di risorse per rivolgersi alla sanità privata e perché le liste di attesa nella Sanità pubblica rinviano alle calende greche.
I politici che denunciano questo disastro sociale pensano di risolvere il problema declamandolo.
L’affluenza del 22,3% alle elezioni suppletive del 27 e 28 settembre nel collegio Reggio Calabria-Locri non fa più notizia.
Eppure le urne sono andate deserte.
Ma l’essenziale è che ci sono stati gli “Eletti”.
Tutti si autoproclamano riformisti, ma Turati non sembra avere eredi.






