Ordini di demolizione mai eseguiti, al netto di indagini durate anni, qualche assunzione ritenuta sospetta, per non parlare poi di un progetto di parcheggio interrato che ha scatenato una sorta di rappresaglia (fisica e mediatica) contro chiunque abbia avuto il coraggio di denunciare. Sono questi i tre punti su cui sono al lavoro gli esponenti della commissione di accesso mandata dal Ministero dell’Interno negli uffici comunali di Sorrento. Parliamo dell’altra Sorrento, quella che nessuno ha voluto vedere fino a questo momento: non la regina di una delle penisole più belle al mondo, non il regno di agrumeti e scorci mozzafiato, non solo meta decantata del turismo internazionale.
In questi giorni le attività investigative hanno subito una forte accelerazione. I commissari hanno ascoltato tre testimoni considerati figure di altissimo rilievo per ricostruire la rete di potere locale. Tra le persone interrogate figurano un giornalista esperto di inchieste, un ex vicecomandante della polizia municipale e un ex amministratore comunale. Queste deposizioni si stanno rivelando fondamentali per confermare le ipotesi della Procura. Infatti, i verbali potrebbero finire presto sul tavolo della Direzione Distrettuale Antimafia. Intanto, il pool guidato dal viceprefetto Vincenzo Chietti continua a setacciare determine e atti pubblici.
Commissione di accesso a Sorrento e il nodo demolizioni
Uno dei capitoli più caldi dell’indagine riguarda il mancato ripristino dello stato dei luoghi in zone vincolate. Gli ordini di demolizione mai eseguiti rappresentano un segnale d’allarme per gli investigatori del Viminale. “Ruspe pronte, motori accesi, ma nessun intervento”, si legge negli atti che descrivono anni di indagini senza sbocchi concreti. Sembra quasi che l’abusivismo edilizio abbia goduto di una sorta di protezione sistematica. Per questo motivo, la commissione di accesso a Sorrento sta verificando le responsabilità interne agli uffici tecnici.
Il caso dei parcheggi interrati e le aggressioni
L’inchiesta tocca anche vicende di cronaca violenta legate a denunce ambientaliste. Il progetto per la realizzazione di un parcheggio interrato ha scatenato forti tensioni sul territorio. L’ambientalista Claudio D’Esposito, che si era opposto pubblicamente all’opera, è stato vittima di un’aggressione brutale. Tale episodio viene analizzato come parte di una “rappresaglia (fisica e mediatica) contro chiunque abbia avuto il coraggio di denunciare”. Gli ispettori cercano collegamenti tra gli interessi economici legati agli appalti e questi metodi di intimidazione squadrista.
L’inchiesta sulle tangenti e il ruolo del sensitivo
Il quadro delineato dalle indagini precedenti mostra una realtà cittadina distante dall’immagine turistica da cartolina. Il cosiddetto “sistema sorrentino” consisterebbe nello “spremere ogni imprenditore che si avvicina a un appalto pubblico”. In questo scenario appare la figura inquietante di un consulente dell’ex sindaco, noto come Lello il sensitivo. Quest’ultimo avrebbe agito da trait d’union tra la politica e gli affari privati. Tuttavia, il lavoro della commissione serve proprio a stabilire se tali condotte abbiano permesso infiltrazioni criminali stabili nella macchina comunale.
Verifiche sulle assunzioni e la gestione dei rifiuti
Oltre all’edilizia, gli 007 del Ministero indagano sulle politiche del personale. Alcune assunzioni avvenute negli ultimi tempi sono ritenute sospette dagli inquirenti. Allo stesso tempo, si analizza la gestione della raccolta rifiuti e il comportamento di certi imprenditori del settore. Infatti, alcuni avrebbero operato “a dispetto di ogni forma di decoro”, forti di protezioni politiche influenti. La commissione deve ora trasformare questi sospetti in prove documentali certe per la relazione finale da inviare a Roma.
Prospettive per la democrazia locale a Sorrento
La presenza degli ispettori rappresenta un momento critico per l’amministrazione della cittadina costiera. Se venissero confermate le infiltrazioni, le conseguenze per il Comune sarebbero pesantissime. Il prefetto Michele di Bari segue con attenzione ogni passaggio di questa istruttoria delicata. Mentre la magistratura prosegue il suo corso sul versante penale, la commissione lavora per bonificare l’ente pubblico. Solo attraverso una pulizia profonda delle procedure amministrative Sorrento potrà recuperare la sua credibilità istituzionale e proteggere il proprio patrimonio paesaggistico







