Un messaggio forte, diretto, impossibile da ignorare. Dal palco di Festival di Sanremo 2026, Ermal Meta sceglie di parlare dei bambini e di ciò che sta accadendo a Gaza. Parole che vanno oltre la musica e chiamano in causa la responsabilità collettiva:
«La guerra nei loro occhi non andrà mai più via, vanno salvati».
Il cantante racconta che da questa urgenza nasce Stella Stellina, un brano ispirato all’infanzia violata, ai sogni spezzati troppo presto, allo sguardo dei più piccoli costretti a crescere dentro il rumore delle bombe. Non una canzone politica, ma umana. Un atto di testimonianza.
Meta usa il palco più seguito d’Italia come megafono per un tema che spesso resta ai margini del racconto quotidiano: le conseguenze invisibili della guerra, quelle che non finiscono con il cessate il fuoco. Tra le luci dell’Ariston, il suo intervento riporta al centro una domanda semplice e scomoda: cosa resta ai bambini dopo il conflitto?
Un momento che trasforma la musica in presa di posizione civile e Sanremo in spazio di riflessione, ricordando che alcune ferite non fanno rumore, ma durano per sempre.








