Il “Romeo Menti” non parla. È vuoto, spoglio, innaturalmente muto. Nessun coro, nessuna bandiera a sventolare, nessuna spinta di quel popolo gialloblù che a Castellammare è sempre stato il dodicesimo uomo. Juve Stabia–Virtus Entella, ventunesima giornata di Serie BKT, seconda di ritorno, si gioca così: a porte chiuse, per disposizione della Prefettura di Napoli dopo i gravi disordini seguiti a Juve Stabia–Pescara del 10 gennaio. Una partita diversa, strana, quasi sospesa. Ma pur sempre una partita che vale punti, classifica, ambizione.
Sulla panchina delle Vespe non c’è mister Abate, squalificato: al suo posto il vice Cesare Beggi. In campo, però, la Juve Stabia ha idee chiarissime. Arbitra Giuseppe Mucera della sezione di Palermo. Il mercato di gennaio è ancora aperto e già racconta storie: Zeroli è titolare, Matheus aspetta in panchina. Scelte che portano la firma del ds Lovisa, che da queste parti il mercato lo vive come una missione: «Qui solo chi è pronto a gettarsi nel fuoco per il compagno». Parole che diventano calcio.
Primo tempo: qualità, ritmo, identità
Bastano pochi minuti per capire che la Juve Stabia c’è. Gira palla con fluidità, gioca corto, accelera quando serve. Zeroli si muove alle spalle della punta con naturalezza da veterano, eppure è uno dei volti nuovi. È sempre nel vivo del gioco, chiede palla, la pulisce, la restituisce con intelligenza.
Al 13’ arriva il gol che rompe il silenzio del Menti: Zeroli vede il corridoio, infila una palla chirurgica per Candellone. Il capitano tira, il portiere dell’Entella respinge, ma sulla seconda battuta Candellone è il più lesto di tutti e scaraventa in rete. È 1-0, ed è un gol che nasce dal gioco, non dal caso.
La serata, però, presenta subito il conto. Al 24’ proprio Candellone è costretto ad alzare bandiera bianca: infortunio, esce lui, entra Burnete. Un cambio che pesa, non solo emotivamente. Nel finale di tempo l’Entella prova ad alzare la testa, crea qualche grattacapo, ma la Juve Stabia resta padrona della gara. Correia e Leone comandano il centrocampo, dettano tempi e geometrie. Zeroli continua a stupire: sembra il McTominay delle Vespe, per fisicità, inserimenti, presenza costante tra le linee. Altro colpo centrato da Lovisa. Altro tassello di una squadra che gioca bene, e con personalità.
Secondo tempo: sofferenza e maturità
La ripresa si apre con la Juve Stabia ancora aggressiva. Al 49’ Cacciamani calcia a botta sicura da distanza ravvicinata, ma Colombo dell’Entella è prodigioso e tiene in vita i suoi. È il momento in cui le Vespe potrebbero chiuderla, ma non lo fanno.
Dal 70’ in poi l’intensità cala. È fisiologico, forse anche figlio delle energie spese e dell’assenza di una vera prima punta di ruolo dopo l’uscita di Candellone. L’Entella cresce e all’8
1’ trova il pareggio con Fumagalli, che attacca lo spazio e batte il portiere. Un attimo di gelo. Poi il VAR: fuorigioco. Gol annullato. Si resta sull’1-0.
La Juve Stabia stringe i denti, soffre, ma resiste. Nota positiva il ritorno in campo di Gabrielloni. Nota dolente, invece, Burnete: fuori contesto, mai realmente dentro la partita, tanto da essere sostituito nel finale. Non è una prima punta, e si vede. Peggiore in campo per le Vespe. Dall’altra parte, Parodi il più in difficoltà per l’Entella.
Il verdetto
Finisce così, nel silenzio irreale del Menti: Juve Stabia–Virtus Entella 1-0. Vittoria meritata, costruita con il gioco, difesa con maturità. Tre punti pesanti che valgono il sesto posto in classifica e certificano una squadra viva, organizzata, ambiziosa.
Castellammare di Stabia, anche senza pubblico, è tutta gialloblù. E se l’infortunio di Candellone apre un problema evidente – serve una prima punta d’area, e in fretta – il mercato è ancora aperto. Con Lovisa, nulla è scontato. Tutto è possibile.






